Simone Gobbi, segretario generale Cisl Grosseto: “Per la Cisl il welfare non è una spesa improduttiva, ma un’infrastruttura sociale essenziale; pronti a fare la nostra parte nell’interesse della comunità”
Una platea ampia e qualificata ha preso parte all’iniziativa “Patto per il welfare nel territorio”, promossa martedì 3 febbraio da Cisl Grosseto insieme a Fisascat Cisl Toscana e Cisl Funzione Pubblica Toscana, che ha visto la presenza, nella sala “Mirto Marraccini” di Banca Tema a Grosseto di rappresentanti delle istituzioni, del terzo settore, operatori dei servizi, lavoratrici e lavoratori del settore sociosanitario.
Una mattinata di confronto partecipato e concreto, che ha messo al centro il futuro del welfare territoriale, la riorganizzazione della sanità di prossimità, l’integrazione sociosanitaria e il valore del lavoro come infrastruttura fondamentale dei servizi pubblici. Al centro del dibattito l’attuazione del Patto per il welfare toscano e le ricadute reali delle riforme sui territori, con particolare attenzione alle aree interne.
Hanno portato il proprio contributo all’incontro Alessandro Gualtieri, segretario generale Fisascat Cisl Toscana, Andrea Nerini, segretario generale Cisl Funzione Pubblica Toscana, Marco Torre, direttore generale dell’Azienda Usl Toscana sud est, e Massimo Sbrilli, segretario generale dei Pensionati Cisl Grosseto, offrendo riflessioni e spunti sullo stato e sulle prospettive del sistema di welfare e della sanità territoriale.
Particolarmente partecipata anche la tavola rotonda, che ha visto gli interventi di Patrizia Castellucci, direttrice dei servizi sociali della Usl Toscana sud est, Roberta Caldesi, direttrice della Zona distretto Colline dell’Albegna, Tania Barbi, direttrice della Zona distretto Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana e di Coeso Sds, Maria Rosaria Esposito, segretaria generale Fisascat Cisl Arezzo con delega regionale al terzo settore, Gianni Autorino, responsabile welfare Legacoop Toscana, e Francesca Farolfi per Confcooperative Toscana.
L’iniziativa ha confermato la forte attenzione e la domanda di partecipazione che arrivano dal territorio, a dimostrazione di quanto il tema del welfare, della sanità territoriale e della qualità dei servizi incida direttamente sulla vita delle persone e sulla coesione delle comunità locali.
“Il Patto per il welfare non è un atto simbolico, ma una scelta politica precisa che cambia il paradigma con cui guardiamo ai servizi e al lavoro – ha ribadito nel suo intervento conclusivo Simone Gobbi, segretario generale di Cisl Grosseto –. Per la Cisl il welfare non è una spesa improduttiva, ma un’infrastruttura sociale essenziale, che funziona solo se sanità, sociale, enti locali, terzo settore e sindacato lavorano insieme in una logica di corresponsabilità. La riorganizzazione della sanità territoriale rappresenta un’opportunità reale, ma non automatica: non bastano nuove strutture se non migliorano davvero l’accesso ai servizi e la presa in carico delle fragilità. Il nodo centrale resta il personale, perché senza lavoratrici e lavoratori sufficienti, stabili, formati e valorizzati nessuna riforma può funzionare. Oggi siamo nella fase più delicata, quella dell’attuazione territoriale, ed è qui che si misura la credibilità delle scelte. La Cisl è pronta a fare la propria parte, con responsabilità e determinazione, per difendere il welfare pubblico, il lavoro di qualità e i diritti delle cittadine e dei cittadini, a partire dalle aree interne”.
Dall’iniziativa sono emersi impegni chiari: rafforzare il confronto territoriale permanente, monitorare gli effetti della riorganizzazione della sanità di prossimità, garantire coerenza tra il Patto per il welfare e le pratiche amministrative e rendere effettiva l’integrazione sociosanitaria.
Un percorso che, per Cisl Grosseto, Fisascat Cisl Toscana e Cisl Funzione Pubblica Toscana, deve continuare con scelte condivise e partecipate, affinché il welfare resti un pilastro di equità, coesione sociale e sviluppo per il territorio.



