10 luglio 2026 — Grosseto. Dopo la mobilitazione regionale dell’industria promossa da CGIL, CISL e UIL Toscana, la CISL Grosseto ha rilanciato una proposta per il futuro produttivo della Maremma. La partecipazione allo sciopero era stata annunciata il 22 giugno; la riflessione successiva chiede di trasformare la protesta in un percorso di confronto.
La mobilitazione dell’industria ha richiamato difficoltà che attraversano diversi comparti toscani: calo dei volumi, investimenti insufficienti e incertezza per lavoratori e imprese. Nella provincia di Grosseto questi problemi si intrecciano con collegamenti da migliorare, redditi sotto pressione e il rischio che i giovani qualificati cerchino altrove opportunità di lavoro.
Simone Gobbi ha chiesto politiche industriali più solide, investimenti, sicurezza, innovazione e qualità dell’occupazione. La vicenda Venator/SolTiox dimostra il valore di una risposta unitaria, ma non basta gestire le crisi quando esplodono. Il segretario propone un Patto per la Maremma tra istituzioni, sindacati, imprese, università e ricerca, e sollecita Governo, Regione e imprese ad aprire un confronto stabile sulle filiere.
Nella riflessione successiva allo sciopero, Gobbi ha insistito sulla prevenzione delle crisi. Il Patto per la Maremma che propone dovrebbe riunire istituzioni, sindacati, imprese e mondo della ricerca per definire priorità verificabili: filiere produttive, innovazione, infrastrutture, salari e servizi. La CISL chiede al Governo una politica industriale nazionale, alla Regione un confronto stabile e alle imprese investimenti capaci di dare continuità all’occupazione nel territorio.
Fonte: Maremma News
