15 luglio 2025 — Grosseto. Di fronte all’ipotesi di nuovi dazi statunitensi, la CISL Grosseto ha segnalato i possibili effetti sull’export provinciale e sui posti di lavoro. L’allarme riguardava soprattutto le filiere manifatturiere e agroalimentari esposte ai mercati internazionali.
Per la provincia, l’eventuale irrigidimento degli scambi non avrebbe riguardato soltanto le aziende che esportano direttamente negli Stati Uniti. Una filiera comprende fornitori, trasporti, servizi e posti di lavoro che dipendono dagli ordini delle imprese principali. Il rischio segnalato dalla CISL era quindi quello di effetti a catena, particolarmente pesanti per un’economia locale già esposta a stagionalità e fragilità industriali.
Simone Gobbi ha chiesto un’iniziativa coordinata di Governo, Unione europea e attori territoriali per proteggere imprese e lavoratori. La preoccupazione non era soltanto la vendita diretta verso gli Stati Uniti: un rallentamento può coinvolgere artigianato, agricoltura, logistica e occupazione giovanile. La richiesta della CISL era costruire strumenti di tutela prima che il rischio si traducesse in una nuova crisi.
Gobbi ha chiesto di non attendere i primi esuberi prima di costruire una risposta. La proposta sindacale era aprire un confronto tra istituzioni, associazioni datoriali e rappresentanti dei lavoratori, monitorare le imprese più esposte e predisporre strumenti di accompagnamento. Difendere la capacità produttiva, secondo la CISL, significa proteggere insieme occupazione, competenze e possibilità di sviluppo della Maremma.
Fonte: Il Giunco

